Lunedì 23 Ottobre 2017
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LO SVILUPPO NEL PRIMO DOPOGUERA
ImageIl successo dell’iniziativa e la positiva accoglienza delle popolazioni della Valle del Sangro, portano a ben sperare sul consolidamento del servizio ferroviario e del suo positivo integrarsi con la vita sociale ed economica del territorio, tanto da portare la Società a progettare l’elettrificazione di tutta la linea ferroviaria. Infatti, la trazione a vapore, oltre ad essere particolarmente onerosa, risulta anche insoddisfacente soprattutto per i tempi di percorrenza: ad esempio, un treno da Lanciano a Castel di Sangro, per percorrere complessivamente 87 km, impiegava ben 5 ore e 20 minuti.
Si pensa così di prevedere per la Sangritana la trazione elettrica e, a tal proposito, la Società per le Ferrovie Adriatico-Appennino nel 1912 firma un disciplinare di concessione di una derivazione delle acque del fiume Sangro fra i comuni di Quadri e Villa S. Maria di capienza pari a 4.000 mc, al fine di convogliarle ad una centrale elettrica ottenendo una potenza di 6.666 cavalli per la trazione elettrica sulla ferrovia.
Il primo conflitto mondiale congela l’iniziativa che però viene ripresa nel 1923 quando la Sangritana conferisce alla Società Tecnomasio Italiana Brown Boveri (TIBB) l’incarico di elettrificare la linea nella sua interezza e di fornire 18 rotabili fra cui 9 locomotive, 6 automotrici e 3 automotrici da manovra a due assi, un numero di mezzi consistente considerata l’epoca.
I lavori di elettrificazione della linea vengono eseguiti con celerità: iniziati nel maggio 1923, hanno termine nel giugno 1924; in un solo anno, quindi, si è provveduto ad eseguire 150 km di linea di contatto del tipo a catenario (ad eccezione della Archi-Atessa), nonché 80 km di linea primaria per il trasporto della corrente dalla centrale di Taranta Peligna sul fiume Aventino alle due sottostazioni elettriche di conversione di Fallo e Crocetta. Oltre a ciò vengono approntati gruppi convertitori  per la trasformazione della corrente trifase alternata in corrente continua, costruiti gli edifici delle sottostazioni ed ampliati il fabbricato deposito e quello d’officina a Lanciano.
Va sottolineato che questa linea elettrica è la prima e più estesa rete europea a scartamento ridotto elettrificata con il sistema di corrente continua ad alta tensione.
Il nuovo tipo di trazione, inaugurato il 9 ottobre 1924, consente l’aumento della velocità media dei locomotori fino a 50 km/h, riducendo così i tempi di percorrenza ed incrementando il numero delle coppie di corse.
Il 1° febbraio 1929, con il prolungamento fino ad Atessa centro della tratta Archi – S. Luca, si può dire che la Ferrovia Sangritana è completamente attivata ed offre un prezioso servizio ad oltre 160.000 abitanti di 40 Comuni che utilizzano ben 42 tra fermate e stazioni. I viaggiatori sono in media 1,3 milioni all’anno ed anche il trasporto merci non è trascurato. Nel 1942, ad esempio, vengono trasportati 1.850.000 viaggiatori e 944.000 quintali di merci.